Il Retrocucina di Carla Latini.com

Caffè Ristorante della Villetta, oggi Osteria della Villetta.
All’alba del Novecento, la facciata non è ancora intonacata e la trama di sassi conferisce all’edificio un aspetto rustico a cui si aggiunge la nota intima del lenzuolo che penzola dalla finestra d’angolo del secondo piano.
Anche se il mondo cambia, le tracce di questo strano, seducente, idillio urbano che ha per sfondo il quartiere Calci di Palazzolo sull’Oglio non sono state tutte cancellate. Anzi, c’è qualcuno che si è incaricato di tendere i fili con il passato, di sconfiggere le facili approssimazioni del dopo, offrendo ancora un senso all’immagine di uno sconosciuto in colletto rigido, paglietta e ombrello che attraversa lo stradone tra la curva e la stazione ferroviaria.
Mi sento anch’io un po’ come lui, dentro e fuori la scena, capitato sotto quel cielo e al tempo stesso già parte dei luoghi.
Chi può, veramente, produrre una simile magia? Solo un oste o meglio una schiatta di osti che dal 1900 accolgono sotto il loro benevolo tetto chi passa per strada.
Un tempo, ogni rione di Palazzolo aveva la sua osteria, la sua stanza comune dove s’incrociavano le generazioni, passando le ore gomito a gomito. L’Osteria del quartiere, legato alla fabbrica di calce idraulica e alla ferrovia, nate ambedue al tempo degli austriaci, era quella dei Rossi. Anche dopo l’introduzione del riposo settimanale, la gente per un po’ ha continuato a venire, bussando alla porta della Villetta...

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Scritta il 13/04/2016